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Il gioiello come investimento

Per avere un feedback diretto dal mercato, Patrimoni&Finanza ha intervistato Luigi Monacò, player siciliano di settore con esperienza venticinquennale, perito del tribunale e consulente nel campo dell’alta gioielleria e orologeria di pregio.

Qual era il trend di mercato dei preziosi prima dello scoppio della pandemia?

Il mercato dei preziosi negli ultimi anni ha mantenuto un trend pressoché costante nelle vendite, con una clientela alla costante ricerca del gioiello da investimento. Oggi  si vende soprattutto una gamma di prodotti che spaziano dal prodotto di alta gioielleria a quello di bigiotteria evoluta . Questo è quello che gli operatori del settore fanno da anni per far si che l’approccio ai consumi sia sempre stimolante.

Volendo fare un bilancio a consuntivo di questo 2020 da dimenticare, qual è il risultato medio di settore?

Quest’anno per il nostro settore, come per molti altri, è stato funestato dalle restrizioni causate dalla pandemia e dal lungo lockdown, che hanno penalizzato pesantemente il nostro settore con un calo medio del fatturato anche del 40%. Si pensi, per dare una immagine concreta del danno subito, che l’emergenza sanitaria ha fatto perdere appuntamenti importanti per il nostro settore come i matrimoni, le lauree e le comunioni, che ogni anno danno una spinta fondamentale al nostro fatturato.

Quali sono le prospettive di mercato per il 2021?

Inevitabilmente, il 2021 segnerà un segno positivo rispetto all’anno precedente, salvo nuove chiusure. Ovviamente, non mi spingo a quantificare la percentuale del recupero, ma posso dire che quest’anno si è affermato con forza il mercato del gioiello come investimento per il “non si sa mai”. Non è un caso. Basti pensare all’aumento esponenziale delle vendite di preziosi da parte dei privati che, in momenti di contrazione dei guadagni come in questo periodo, hanno reperito liquidità rapidamente accedendo ai servizi di credito su pegno di beni preziosi. Infatti, i dati del 2020 hanno registrato un incremento del 35% di polizze di pegno rispetto allo scorso anno. Dall’altro lato, però, diminuisce il potere di acquisto delle famiglie di fascia reddituale media, per le quali l’approccio all’acquisto di un gioiello sarà più difficile.

Il settore dell’orologeria ha avuto un impennata esponenziale sulle vendite, essendo considerato ad oggi dai più come una forma alternativa insieme al gioiello da investimento, con crescite sul valore di acquisto di determinati modelli superiore al 15% l’anno, in netta contrapposizione con alcuni prodotti finanziari tradizionali le cui performance hanno avuto in questo momento delle inevitabili flessioni. Questa spasmodica richiesta di orologi è accentuata da una scarsa reperibilità di prodotto presso i rivenditori ufficiali, il che incrementa gli scambi da parte di reseller (rivenditori) con un sovraprezzo rispetto ai listini anche del 100%.

Quali sono i marchi di orologi più scambiati? E quali quelli che tengono meglio (o peggio) le quotazioni nei momenti di crisi come quello che stiamo attraversando?

La richiesta è abbasta variabile. Tra i marchi che tengono meglio il mercato si conferma testa di serie Rolex. Tra le proposte delle principali case d’asta negli ultimi anni, Rolex ha fatto performance importanti, con un trend di rivalutazione sempre crescente. Altro brand molto interessante è Omega, che ha ad oggi un eccezionale rapporto qualità prezzo.

Luigi Monacò

Se dovesse consigliare ad un cliente indeciso un prezioso da investimento, capace di rivalutarsi nel tempo, che scelta suggerirebbe?

Io consiglio sempre ai miei clienti di acquistare principalmente un prodotto di qualità, poichè nel tempo farà sempre la differenza. I diamanti, ad esempio, se sono adeguatamente certificati da enti riconosciuti a livello mondiale, non hanno rivali.

Quale consiglio pratico si sentirebbe di dare a chi si avvicina la prima volta all’acquisto di un oggetto prezioso?

Semplicemente di fare una scelta dettata dall’emozione che l’oggetto prezioso riesce a trasmettergli. In questo campo, il cuore conta spesso più della testa.